Andrea Chersicla ci racconta della Musica nella Vita di Papà Bruno

Abbiamo fatto una breve intervista al figlio del nostro compianto amico artista, lui è stato molto gentile e disponibile e ci ha regalato interessanti rivelazioni e spunti di riflessione.

Tuo papà Bruno era una grande amico della banda di Besana, puoi descriverci il suo rapporto con la musica? Che spazio occupava nella sua vita di artista?

Direi un grande spazio, aveva studiato contrabbasso al Conservatorio e amava in particolare la musica jazz.
Aveva inoltre imparato da autodidatta a suonare il pianoforte e la chitarra e negli ultimi anni, in seguito ad alcuni viaggi in Brasile, si era innamorato della bossa nova e di come nelle strade e nei locali di Rio De Janeiro fosse diffusa musica di qualità suonata spesso con mezzi minimi ma con grande passione. La radio e il suo vecchio giradischi erano sempre accesi, mio padre diceva che la casa di Zoccorino aveva bisogno di musica, rumori e voci per farlo sentire meno distante dalla città brulicante di cultura e avvenimenti continui.

Anche tu sei stato contagiato dall’amore per la musica oppure coltivi altre passioni?

Sono un suonatore dilettante di pianoforte e chitarra, devo a mio padre la trasmissione di questa passione e spesso suonavamo insieme. Considero la musica un’amica fedele, felice compagna di serate con amici o suonate notturne in solitudine (dove forse si coltivano i migliori pensieri?); oltre a ciò nel mio laboratorio di Milano sui navigli organizzo serate musicali di vario genere, sono serate con al massimo 30/40 persone cui faccio seguire un momento conviviale, l’idea è raccogliere appassionati di musica attraverso una proposta non tradizionale e al di fuori dei circuiti consueti, con tutti i benefici del caso.

Ci racconti la storia del Tuba che è poi diventato il simbolo della nostra associazione?

Il simbolo della banda sposa in modo chiaro il pensiero artistico di mio padre che è arrivato in Brianza da Trieste – passando per Milano – per lavorare come art director di un’azienda di grafica pubblicitaria prima di diventare scultore a tempo pieno.
L’esperienza pubblicitaria ha influito nella chiarezza del messaggio, la tuba è certamente lo strumento più rappresentativo per la bellezza e peculiarità delle sue forme e suono, inoltre è lo strumento che musicalmente svolge in una banda il ruolo del contrabbasso, cui mio padre era tanto appassionato, il resto è nella magia delle forme e dei colori delle opere di mio padre, e di quei perni solo disegnati che richiamano alla possibilità di movimento delle sue sculture in legno.

Cosa pensi del nostro progetto di creare uno strumento di informazione e di chiamarlo “Tuba di Chersicla”?

Penso che sia il risultato di ciò che ha lasciato nelle persone che ha incontrato. La sua gentilezza, competenza e passione per il proprio lavoro hanno fatto si che ogni persona che l’ha conosciuto conservi di lui un ottimo ricordo. L’impegno a favore della cultura, ad ogni livello, è solo un bene per la società e associare il nome di mio padre ad un progetto culturale può solo onorarlo, per questo vi auguro grande fortuna nel riuscire a diffondere con coraggio, originalità e – perché no- vis provocatoria l’amore per la musica e il suo dolce affiancamento nella nostra vita quotidiana.

 

Articolo Tratto da Il Tuba di Chersicla #2

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